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Tutti i vantaggi del flash storage

Solo pochi decenni fa, le soluzioni all-flash erano considerate ancora prodotti di nicchia, utilizzate soltanto per workload specifici ad alta richiesta di prestazioni. Oggi invece sono entrate a pieno titolo tra le memorie più utilizzate anche per le applicazioni di business primarie, grazie ai notevoli vantaggi offerti in confronto alle memorie tradizionali.

Secondo IDC, alla fine del 2017 il mercato degli all-flash array rappresentava circa l’80% del fatturato totale relativo allo storage primario: un piatto ricchissimo che ha attirato in massa sia i player consolidati sia una miriade di giovani startup, desiderose di giocare la partita e spartirsi il bottino con i big.

 

Il prezzo del flash storage scende

Il prezzo, pur rappresentando ancora il principale freno all’adozione delle memorie flash, non è evidentemente ritenuto dalle aziende un deterrente così limitativo. Innanzitutto, perché è in rapida e progressiva decrescita, ma soprattutto perché la densità dello storage flash continua ad aumentare rendendo i dischi allo stato solido (Ssd) sempre più competitivi rispetto alle tecnologie alternative.

Certo, la differenza di prezzo è ancora sensibile: lo scorso anno, IDC stimava che 1 gigabyte di memoria flash costava 43 centesimi di dollaro, quasi il doppio rispetto agli hard drive da 15mila giri (23 centesimi). Tuttavia, lo svantaggio economico viene compensato dalla maggiore capacità dello storage flash rispetto agli hard disk convenzionali: grazie all’approccio basato su tecnologie di compressione e deduplica: a parità di spazio, i dischi allo stato solido possono gestire e archiviare molti più dati, garantendo comunque migliori performance.

 

SSD: prestazioni senza paragoni

 In termini di prestazioni, che per lo storage si misurano in termini di Iops (ovvero il numero di operazioni di scrittura/lettura eseguibili per secondo) il paragone pende evidentemente in favore del flash storage: 200 Iops per un disco magnetico da 15mila giri contro migliaia riferite agli Ssd. Un solo flash array quindi potrebbe sostituire decine di dischi standard.

Altri benefici tipici dei dischi allo stato solido derivano dall’architettura alla base: nessuna parte mobile, quindi minore rischio di guasti e maggiore affidabilità; minimi consumi in status di attesa (idle) che contribuiscono al risparmio energetico; ingombri ridotti a parità di prestazioni e quindi meno spazi da condizionare.

 

Un futuro a tutto flash

Altro fattore da tenere in considerazione: il flash storage è una tecnologia future-proof, che sta attirando l’attenzione e gli investimenti dei vendor. Le attività di ricerca e sviluppo quindi punteranno a incrementare le prestazioni dei flash array, riducendo allo stesso tempo il prezzo di acquisto. La tecnologia dei dischi magnetici invece ha da anni raggiunto lo stadio della maturità e si trova in una condizione di stallo, quindi non bisogna aspettarsi possibili miglioramenti né dal punto di vista delle performance né sotto il profilo economico.

Destinati quindi a popolare i datacenter di domani, gli Ssd saranno i protagonisti indiscussi di qualsiasi iniziativa di modernizzazione tecnologica, andando a coprire una gamma di applicazioni via via più ampia. In alternativa agli all-flash array, si possono valutare anche le meno costose soluzioni ibride, che includono storage tradizionale per il 90% e dischi allo stato solido per il restante 10%. Certamente la spesa iniziale è più contenuta, ma si paga lo scotto del compromesso sotto il profilo delle prestazioni: la perdita in velocità di lettura/scrittura non è giustificata per molte applicazioni dove la tempestività nella gestione del dato rappresenta un fattore critico. E infatti, il mercato degli all-flash array sta crescendo con un ritmo decisamente superiore rispetto al segmento dell’hybrid storage.


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InfoSight Analisi predittiva All-flash storage