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Quali sono gli elementi su cui agire per ridurre il costo di un data center?

Con il ruolo sempre più critico che l’IT assume sia nella gestione dei processi aziendali sia, soprattutto, nell’abilitare la digital transformation delle imprese, cresce l’attenzione su quanto possano in parallelo crescere i costi associati alle infrastrutture IT. In particolare i costi del data center sono al centro dell’esame di molte aziende e provider, perché l’esplosione nell’uso dei servizi digitali non può essere bilanciata in negativo da un incremento altrettanto esplosivo delle spese correlate. Su cosa conviene concentrarsi, in primo luogo?

I costi associati al consumo di energia elettrica rappresentano, senza timore di essere smentiti, una quota in costante aumento del costo totale di gestione sia del data center fisico sia dell’infrastruttura IT. Tra gli annosi problemi su cui agire per gestire l’elaborazione ad alta densità di un data center ci sono anche i costi legati all’alimentazione delle macchine e le tecniche necessarie per il loro raffreddamento.

Da qui la maggiore consapevolezza, da parte di un numero crescente di CIO, della necessità di implementare nuove metodiche di risparmio associate ai consumi di energia elettrica e alla capacità di alimentare in maniera corretta una server farm. Farlo riducendo i costi energetici consente, infatti, di ottenere un vantaggio competitivo enorme, considerando l’aumentata richiesta di capacità IT a supporto della crescita delle aziende e del numero e della densità dei server e dei dispositivi storage necessari affinché tutto funzioni, salvaguardando anche l’immagine aziendale. La richiesta dal punto di vista energetico di data center più efficienti è, infatti, utile anche a restituire all’esterno l’idea di organizzazioni sempre più rispettose nei confronti dell’ambiente.

Perché ciò si realizzi occorre, per prima cosa, comprendere il reale consumo energetico del proprio data center, così da intervenire tempestivamente: regolari valutazioni attraverso opportuni strumenti diagnostici possono, infatti, consentire un maggior controllo sui consumi di energia da parte dei sistemi di raffreddamento, pompe e gruppi di continuità. Ma possono anche offrire suggerimenti utili sui potenziali risparmi raggiungibili attraverso il consolidamento dei server e dello storage. Il riferimento va ad API unificate, così come a management console in grado di abilitare la gestione dell’intero ambiente server da qualsiasi posizione beneficiando, anche da remoto, di un supporto IT basato su sempre più diffuse dashboard online che semplificano il monitoraggio dell’integrità dell’infrastruttura e la gestione del supporto.

Parallelamente, le sempre più puntuali indicazioni di questi ultimi anni a “consolidare il consolidabile”, agendo direttamente su server, storage, reti e applicazioni al fine di eliminare le ridondanze, migliorare l’uso degli asset e ridurre i costi complessivi, hanno portato le aziende a ragionare su nuovi pool di risorse di computing, storage e di networking che si possono aggregare e disaggregare sotto il cappello di un approccio software-defined in un’ottica di virtualizzazione spinta.

In tal senso, una gestione dei server capace di offrire nuovi modelli di automazione, semplicità e sicurezza è quanto è necessario per semplificare le operazioni nel data center mettendo a frutto tutto il buono dell’intelligence software-defined mediante automazione.

Il crescente ricorso a quest’ultima insegue la necessità di aumentare l’efficienza dei server esistenti e dei dispositivi di storage realizzando, al contempo, un importante risparmio energetico. La virtualizzazione può, infatti, ottimizzare lo spazio di storage disponibile e ridurre l’eccessiva allocazione di risorse e lo spazio fisico richiesto consentendo di fare di più con meno, anche per quanto riguarda il consumo energetico.

Ma per una reale riduzione dei costi di un data center occorre anche introdurre un concetto di “iperscalabilità” utile a consentire di accelerare rapidamente l’erogazione dei servizi riducendo, al contempo, il margine di errore. In quest’ottica, introdurre metodologie di data center automation consente di ottimizzare l’efficienza, migliorare l’agilità e l’affidabilità e aumentare la sicurezza senza impattare su budget e risorse a disposizione.

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