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Data center management: 3 elementi chiave

Oggi le soluzioni di data center management e la capacità di costruire un Ced scalabile, in grado di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del business, sono fattori critici per il successo aziendale. In un contesto economico ad alta competizione, le applicazioni diventano il cuore pulsante di qualsiasi organizzazione a base digitale; se le infrastrutture IT sottostanti non garantiscono prestazioni adeguate e sono difficili da gestire, l’impatto sulle performance finanziarie può risultare devastante.

Complessità infrastrutturale ed efficienza applicativa 

Secondo una recente indagine Esg, il 45% delle aziende che impiegano più di mille dipendenti utilizza mediamente oltre 500 applicazioni. Fondare l’attività su asset digitali mission critical significa misurarsi costantemente con un’infinità di potenziali punti di failure e colli di bottiglia. Uptime e affidabilità delle applicazioni diventano la condizione indispensabili per la competitività dell’impresa. Muovendosi dalle tradizionali architetture client-server alle più recenti configurazioni ibride e software-defined, le infrastrutture IT guadagnano la flessibilità necessaria per supportare la molteplicità delle applicazioni aziendali, a discapito però di una complessità crescente e difficile da amministrare.

In questo scenario, il dipartimento informatico assume un ruolo di primo piano, con la sfida però di responsabilità diretta sull’andamento del business e la necessità di impostare una strategia efficace per il data center management. Ecco come superare l’impasse guardando a tre elementi chiave: storage ad alte prestazioni e affidabilità, intelligenza artificiale per il monitoraggio dell’infrastruttura e la risoluzione automatica dei disservizi, apertura al cloud per la scalabilità.

1. Ridurre i downtime con lo storage all-flash

L’efficienza applicativa passa innanzitutto per una delivery dei dati puntuale ed efficace. Lo scollamento tra i tempi effettivi e auspicati di trasmissione dati alle applicazioni (app-data gap) impatta negativamente sulla produttività. La mossa numero uno per un data center ad effettivo supporto del business è minimizzare il downtime applicativo attraverso una razionalizzazione delle piattaforme di storage e il ricorso a soluzioni all-flash, che garantiscono maggiori performance, efficienza energetica, minori costi di manutenzione, spazio ridotto e livelli di affidabilità superiori (alcune soluzioni oggi sul mercato dichiarano una disponibilità addirittura del 99,9999%).

2. Machine learning per il data center management 

Tuttavia, la performance delle soluzioni di archiviazione non bastano a eliminare le interruzioni di servizio e le inefficienze applicative che, secondo recenti studi, solo nel 46% dei casi sono imputabili a problematiche di storage. Per identificare le reali cause dei downtime applicativi bisogna ottenere una chiara visibilità sull’intera infrastruttura, in tutti i layer e le componenti multi-vendor (networks, servers, storage, hypervisors, sistemi operativi e applicazioni). Occorre quindi privilegiare l’impiego di soluzioni che sfruttano il machine learning e funzionalità di analisi predittiva per migliorare il data center management, prevedendo e prevenendo automaticamente i downtime, eseguendo rapidamente l’analisi delle cause dei disservizi, fornendo una vista globale delle interazioni tra le componenti dell’intero ecosistema IT. Grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale, oggi sono disponibili strumenti di monitoraggio, analisi e previsione, in grado di monitorare costantemente la totalità dell’ambiente informativo, anticipando e risolvendo eventuali problematiche, in modo proattivo e automatizzato, con notevole risparmio del tempo e del personale dedicato.

3. Data center scalabile con soluzioni future-proof

L’ultimo elemento chiave per un corretto data center management è la capacità di scalare rapidamente le risorse storage a seconda delle contingenze aziendali, garantendo una migrazione agevole e senza interruzioni dei dati. Bisogna quindi fare una selezione oculata e lungimirante delle soluzioni per il data center, mettendo l’accento sulle caratteristiche di interoperabilità: da prediligere quindi le tecnologie che permettono una facile integrazione tra ambienti on-premise e off-premise, agevolando la costruzione di un’unica architettura ibrida da gestire centralmente e con meccanismi software-defined. L’obiettivo è la distribuzione dei carichi di lavoro in modo flessibile e dinamico su storage primario, storage secondario e nel cloud pubblico, riuscendo a spostare e gestire facilmente i dati tra strutture on-site e sulla nuvola.


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